Riprendendo da quanto abbiamo detto nell’articolo precedente, prima di buttarsi a capofitto nel vastissimo mondo della pubblicità su internet, è bene fare alcune considerazioni di carattere generale, forse ovvie, ma mai banali. Come si inizia a muoversi in questo senso?

Analisi degli obbiettivi e nicchia commerciale

 

Se prima di esservi imbattuti in questo articolo avete letto altre fonti, cosa che personalmente consiglio, anche solo per farsi sull’argomento un’idea a più ampio spettro, avrete notato che i pareri che si trovano in rete sono molto diversi. In particolare sono molto diverse le opinioni di chi ha commissionato ad altri, lavori di questo tipo per la propria attività, in relazione, probabilmente, al riscontro che ne è derivato. La cosa che io trovo magica, oserei dire quasi affascinante di questo lavoro – il SEO -, è che per posizionare bene un contenuto sul motore di ricerca, non basta conoscere perfettamente tutte le ultime regole e le strategie imposte dal motore stesso, ma bisogna ogni volta analizzare l’immensa mole di variabili in gioco per trovare una strategia vincente.
Questo succede fondamentalmente perché ogni tipologia di “posizionamento” ha la sua nicchia commerciale, che si porta dietro, oltre alle criticità intrinsecamente legate al tipo di “prodotto”, altre questioni spinosissime quali la concorrenza, la logistica, la durata, la validità, eccetera… Sono fattori che, se non considerati, porteranno ad un insuccesso parziale o totale della nostra campagna di marketing, facendoci fallire miseramente l’obiettivo, magari dopo aver speso un sacco di soldi. Pertanto, la fase di analisi del mercato, dei competitors, degli obiettivi (reali e realizzabili) che vogliamo raggiungere è fondamentale. In questa fase è giusto investire tutte le risorse necessarie al fine di pianificare correttamente una serie di strategie vincenti e realizzabili. Questo è il motivo per il quale “la prima pagina, o peggio, la prima posizione”, nessuno è in grado di garantirle a priori e quando ci si trova a leggere questa “garanzia” a prescindere, è bene drizzare le antenne. Questo non significa che la prima pagina sia un obbiettivo irrealizzabile, e i posizionamenti dei siti linkati nel portfolio fanno da soli un’ottima pubblicità, ma -ripeto- sono risultati che nessun professionista serio può garantire.

 

Posizionamento su Google e sugli altri motori di ricerca

 

Dopo la fase di analisi e la scelta certosina degli obbiettivi, si procederà ad ottimizzare i contenuti delle pagine web in modo da farli “piacere” il più possibile al motore di ricerca che abbiamo scelto, Google in primis, ma non solo, e a renderli pertinenti alle ricerche che fanno statisticamente i clienti che mi prefiggo di raggiungere. Le regole per fare ciò non hanno mai subìto una vera e propria standardizzazione e anche da questo deriva la confusione di cui si parlava inizialmente. Tuttavia valgono in generale alcuni punti chiave comuni e condivisi da sempre, oltre alle “novità periodiche” alle quali ci hanno abituato i motori di ricerca, in simbiosi con nuove esigenze di mercato legate a nuove forme di pubblicità o a nuovi tipi di utilizzo. Mentre le regole di base sono il “segreto di Pulcinella” e non destano preoccupazioni di sorta, le “novità”, vanno gestite di volta in volta. Sono proprio le “novità” che spesso fanno passare notti insonni per aggiornare velocemente i contenuti dei siti gestiti, a chi fa con passione e dedizione questo lavoro, ma sono comunque aspetti tecnici, legati al lavoro di chi svolgerà materialmente il posizionamento, che non interessano così a fondo chi lo commissiona.

 

Responsive si, responsive no: serve davvero un sito con template responsivo?

 

Con il termine “responsive” o responsivo vogliamo indicare che il nostro sito si adatta automaticamente al device con il quale è visualizzato, sia questo uno smartphone con un display da 3 pollici, un tablet da 10 pollici o una TV da 60 pollici! Con una particolare tecnica di progettazione posso fare in modo che questo adattamento avvenga in maniera naturale e assolutamente trasparente all’utente, offrendo a ciascun “capitàno” la miglior esperienza di navigazione possibile in relazione al device utilizzato. Google è molto attento a questo aspetto, e sta concentrando sempre di più i suoi sforzi per premiare chi coccola i suoi utenti, facendo gradire di più nelle ricerche i contenuti di chi ha investito in tal senso rispetto a chi, a parità di accuratezza dei testi, non ha considerato così importante l’aspetto della responsività. Uno degli errori comunemente commessi è quello di non considerare la responsività in un nuovo progetto oppure di non investire in un aggiornamento del tema per coloro che hanno costruito il sito nel momento dell’affermazione di questo standard.
Attualmente non è pensabile iniziare un nuovo progetto web senza considerare un adeguato budget per una grafica responsiva e la sua importanza non è proporzionale al tipo di pubblico che visualizzerà il sito in questione. Un altro errore comune è quello di credere che il motore di ricerca valuti meglio o peggio la responsività del sito in maniera proporzionale al tipo di connessioni da device che non siano PC; in altre parole, anche se fossi sicuro che il 100% delle mie visite avverrà da PC, questo non mi esime dall’avere una grafica che si adatti a tablet e telefonini, e Google mi “punirà per questo.”